Marangona – Lettera di un cittadino ai Consiglieri di maggioranza

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Consiglieri di maggioranza,

avete la scelta di cementificare o di non cementificare 1 milione 450 mila mq di un’area verde all’interno del territorio comunale, l’area della cd. Marangona, per creare un’altra area logistica a ridosso di quella esistete dell’Interporto Quadrante Europa. Il comunicato dell’ass. all’urbanistica, Barbara Bissoli, il regista di questa operazione, è pieno di paroline dolci, toni rasserenanti, di politically correct, di ambientalismo chic che offrono una rassicurante quanto falsa rappresentazione della realtà. L’urbanistica pretende di fare passare quello che è, la cementificazione di un’area verde di 1 milione 450 mila mq, per transizione ecologica! Dice che ci saranno i pannelli solari, un “energy district”, piste ciclabili, gli standard urbanistici; ci saranno anche tanti alberi ed edifici molto ‘eco’ dove baldi giovani in t-shirt faranno ‘innovazione’. Il comunicato si inventa la pavimentazione permeabile e ha l’ardire di farla passare come verde, perché l’acqua va giù. Non nascondetevi. Chiamatela bio, sostenibile o innovativa, metteteci i fiori e i giochi d’acqua, sempre di cementificare 1 milione 450 mila mq si tratta. Le vuote parole dell’assessore all’urbanistica sono distorsioni di una visione politica seria che questa maggioranza aveva sposato. Dopo quindici anni di amministrazione predatoria, insensibile agli acuti problemi ambientali e sanitari, voi eravate quelli che dovevano invertire la rotta. Basta con la speculazione, basta con la malapolitica che ha portato in eredità alla nostra città un credito di verde, pagato e dovuto per legge, di oltre due milioni di mq, un inquinamento oltre i limiti di guardia da oltre vent’anni, tra i peggiori in Europa, e la prima città in Italia per consumo di suolo. Attorno e sopra di noi, le disastrose conseguenze del cambiamento climatico e le voci delle giovani generazioni, presenti e future, che ci implorano di fermarci, di smettere di consumare tutto. Martedì 2 e mercoledì 3 luglio 2024, voi stessi potete invertire la rotta. La cementificazione di quell’area non è necessaria. L’Interporto Quadrante Europa è già il più grande d’Italia. I dati dicono che i flussi delle merci sono stabili da anni (1). Il canale di vendita e-commerce sta affermando l’esigenza di magazzini in area urbana o periurbana, come quelli già disponibili in ZAI, vuoti e vicini alla città. Se da oltre 40 anni non si è non si è fatto nulla, la ragione ultima è semplicemente che non ce n’era bisogno. Oggi, costruire tanto per costruire – sebbene in modo molto green – mentre la città e il mondo intorno bruciano sarebbe un atto ingiustificabile, scellerato. Quando voterete, il 2 Luglio in Commissione e il 3 in Consiglio, abbiate coscienza dal danno enorme che potete fare o evitare alla città e delle conseguenze della vostra scelta. Con il vostro voto potete salvare una delle ultime distese verdi comunali ed inaugurare un nuovo modo di fare urbanistica. O potete tirare dritto e associare il vostro nome a quello di Tosi e dei vari amici veronesi e non che hanno asfaltato Verona Sud, con l’aggravante, per voi, di una insopportabile ed imperdonabile ipocrisia.
La fedeltà al gruppo e le belle parole non valgono nulla. SAPERE AUDE! Abbiate il coraggio di servirvi della vostra, propria intelligenza. È il momento di dare voce ai valori profondi in cui credete. Fermate la cementificazione della Marangona e tornate a ragionare.

Eugenio Mantovani, cittadino 1 Luglio 2024.

(1) Nel 2011 sono transitate nell’Interporto 26 milioni di tonnellate di merci. Nel 2019, otto anni dopo, 28 milioni di tonnellate. Per quanto concerne gli spazi per uffici e laboratori, i valori massimi, tra gli interporti italiani, per quanto riguarda la superficie di uffici direzionali in termini assoluti sia per quanto riguarda i valori percentuali sul totale si registrano proprio nell’Interporto Quadrante Europa.

 

2 comments

  1. Grazie Eugenio Mantovani per la tua lettera molto chiara e concreta, che rappresenta purtroppo il modo di gestire il territorio che in questi ultimi anni è sempre più vittima di edificazione indiscriminata.

    Il problema a mio avviso è che manca una legge nazionale sul consumo di suolo, una legge che avrebbe potuto evitare l’epilogo della Marangona.

    Non è necessario essere urbanisti o super esperti per vedere la situazione non solo a Verona, ma in Veneto e in Italia: cappannoni sparsi in giro senza una pianificazione corretta, a finaco a quelli nuovi ci sono gli scheletri di quelli vecchi, o mai completati, che sono la testimonianza visibile di una totale mancanza di pianificazione urbanistica del territorio.
    Prendendo come paragone altri paesi anche più industrializzati come la Germania o la Francia, questo non accade le zone commerciali e industriali sono raccolte e gestite in modo ordinato e razionale, non si vedono così tanti scheletri e relitti di cappannoni lasciati andare in rovina, con il tetto crollato, i calcinacci che si staccano, le recinzioni coperte di vegetazione che sta tentando di riappropriarsi del suolo che gli è stato strappato.
    Da noi quello che conta è il reddito immediato, il guadagno speculativo di costruire senza pensare al futuro, ad una destinazione degli spazi corretta e ragionata, che tenga conto dei cittadini, delle imprese e dell’ambiente.
    Purtroppo viene subito da pensare che a Verona le scelte cruciali in ambito urbanistico non sono destinate a cambiare, nonstante questa Amminstrazione avesse fatto promesse che purtroppo in questo caso specifico, sono disattese.
    Consumo di suolo? Iniziamo intanto ad edificare 170.000 mq di Corte Alberti, il resto sono tutte Rose e Fiori, questo è quello che ci viene risposto.
    Che delusione.

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