
Anche a Verona si è ormai consolidato il diffuso orientamento di trasformare gli immobili, costruiti un tempo per la locazione, verso altre tipologie e destinazioni, e fra queste: strutture in gestione degli affitta camere, alloggi o unità immobiliari destinati per affitti turistici, locazioni brevi, oppure con altre caratteristiche come il Bed and Breakfast >B&B<.
Secondo recenti verifiche, nel Comune di Verona ciò avrebbe sottratto dal libero mercato più di 4.000 alloggi, che prima erano destinati per le locazioni regolate con i contratti stipulati fra i privati con la normativa dei patti in deroga, prevista dall’articolo 11 della legge numero 359 del 1992, per la durata di anni 4 + ulteriori 4, oppure con contratti a canone concordato previsti dall’articolo 2, terzo comma della legge 341/1998, per la durata di anni 3 più ulteriori 2, in entrambi i casi rinnovabili alla scadenza.
Senza nulla togliere alla libertà dei proprietari di poter scegliere il regime a loro più confacente per le locazioni degli alloggi, credo che ciò debba essere regolato, in ogni caso, su scala almeno regione e vincolato agli obblighi stabiliti dalle normative urbanistiche, secondo le caratteristiche specifiche degli immobili da offrire in locazione. E ciò per evitare anche possibili irregolarità ed abusi di sorta.
Secondo statistiche consolidate in Italia – e quindi valide anche per Verona – seppur con qualche leggera variazione – una quota di alloggi compresa fra il 75% e l’80% sarebbe oggi occupata dai proprietari delle rispettive unità abitative, con il loro nucleo famigliare; circa il 10-15% degli alloggi sarebbero occupati da singoli o nuclei d’inquilini in grado di sopportare i canoni concordati e riferiti al libero mercato delle locazioni, mentre la differenza risulterebbe assegnataria di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) gestiti a Verona dall’ATER sulla base della Legge Regionale N 39 del 3 novembre 2017, e dall’AGEC, Azienda Speciale controllata dal Comune di Verona.
Questi dati dimostrano e confermano la prospettiva che, a fronte della continua sottrazione di alloggi dal mercato privato delle locazioni, esista il rischio concreto che a Verona e nei Comuni a medio e alto interesse turistico della nostra provincia, non vi sia – nella prospettiva prossima e futura – la possibilità da parte degli Enti Gestori di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica: ATER e AGEC di Verona, di farsi carico del fabbisogno di unità abitative che risulteranno necessarie nell’immediato e nel prossimo futuro, in misura sempre più crescente.
Ritengo pertanto che la Regione Veneto e il Comune di Verona vogliano farsi carico di questa necessità, per evitare che l’emergenza abitativa possa trasformarsi concretamente, a breve, in un problema di ordine pubblico.
Giuseppe Braga (già dirigente CISL, e componente Comitato Provinciale INPS Verona)
