2017 Giunta Sboarina

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Elezioni amministrative del 2017

Sindaco: Federico Sboarina

Il 25 giugno del 2017, al ballottaggio si è registrata la vittoria di Federico Sboarina con il 58,11% dei voti, contro Patrizia Bisinella, a capo della coalizione formata dal sindaco uscente Flavio Tosi, con il 41,89%.

La nuova amministrazione, decise di rivedere la pianificazione precedente.

In particolare, vennero bloccate le richieste:

-di IKEA di realizzare alla Marangona un nuovo centro commerciale da circa 80.000 mq, accanto a quello tradizionale di vendita di arredamenti, di circa 40.000 mq.

-Della società Adige Jewels, proprietaria degli oltre 70.000 mq di terreno a rischio esondazione, al Nassar di Parona, per realizzare una nuova lottizzazione di undici palazzine in un’area S.I.C. (Sito di Interesse Europeo), ancora a verde e a pochi metri dal fiume. Anche questo progetto fa parte del P.A.Q.E.

– Di sei grandi strutture commerciali, tra cui quelle alla Cercola a Verona est di 24.550 mq.

Come pesante eredità dell’Amministrazione precedente, la Giunta Sboarina è stata costretta ad inghiottire alcuni bocconi avvelenati, come quello delle linee del filobus e delle costruzioni nell’area ex Bam in via Mameli.

Ma, se in molti casi, per riparare i guasti delle precedenti amministrazioni, esistevano ed esistono grosse difficoltà, in altri si sarebbe dovuto intervenire in modo diverso.

Un primo caso è stata la proroga concessa alla lottizzazione Borgo degli Ulivi, in località Monsel di Quinzano.

Un secondo caso è quello relativo agli edifici e alle aree degli ex Magazzini Generali, che sarebbero dovute diventare una cittadella della cultura, invece si sono trasformati in un polo direzionale e commerciale.

Un terzo caso, è quello relativo alla mancata richiesta alla Regione Veneto di modificare le destinazioni d’uso e le volumetrie del PAQE.

Inoltre, sono stati richiesti e ottenuti due considerevoli finanziamenti per progetti non idonei per i luoghi in cui sono proposti: il primo, per  una somma di circa 20 milioni di euro, inserito nel quadro di riferimento del PNRR, riguarda un’area di oltre 22 ettari al Pestrino, di fronte all’austriaco Forte Santa Caterina e adiacente all’Adige, per costruire i cosiddetti Magazzini della Cultura, dove poter esporre,  a rotazione, il patrimonio artistico, chiuso nei depositi dei musei cittadini.

Il secondo, di circa 700.000 euro, è relativo al cosiddetto Parco della Cultura Urbana in via Galliano, su un’area di circa 4.000 mq, di fronte alle storiche mura magistrali. In realtà si tratta di una struttura a destinazione sportiva.

Da sottolineare che l’amministrazione Sboarina, per affrettare i tempi burocratici, ha permesso agli investitori privati di utilizzare troppo spesso la legge detta “Sblocca Italia”. Alcuni degli esempi più importanti sono:

-l’hotel di 140 stanze nell’ex sede della Cassa di Risparmio in Via Garibaldi, 1;

-l’area Ex Safem in Viale Piave, che prevede una struttura alberghiera di complessive 423 camere suddivise in 312 camere d’albergo e 111 stanze di un ostello;

-un albergo di 21 stanze in Via Sant’Antonio.

-l’ampliamento dell’albergo “Antica Porta Leona” trasformato in un hotel 5 stelle lusso;

-il cambio d’uso dell’area degli ex Magazzini Generali da direzionale pubblico a privato;

in precedenza la giunta Tosi l’aveva utilizzata per trasformare la rotonda da auditorium a struttura commerciale;

-l’approvazione di un centro sportivo “Adige Docks” nell’area dell’ex deposito ferroviario di Verona Porta Vescovo, per una superficie di 32.102 mq.

All’inizio, l’Amministrazione Sboarina-Segala, sembrava promettere un netto cambiamento rispetto le due Giunte precedenti. Aveva tentato di correggere alcune scelte precedenti, intervenendo sulle Varianti 22 e 23.

Ma è stato con la Variante 29, la prima totalmente elaborata dall’attuale Giunta, che emerse l’idea di città della nuova amministrazione e, purtroppo, si è verificato che ricalca i metodi e i contenuti delle Giunte Tosi, delegando agli investitori privati la pianificazione del territorio.

La Variante 29 è stata resa necessaria anche per acquisire le indicazioni della Legge Regionale 14/2017, contro il consumo del suolo, il cui termine era scaduto il 31 dicembre 2019 e poi prorogato al 30 settembre 2020; un ulteriore rimando avrebbe bloccato l’approvazione di qualsiasi altra Variante.

Dalla lettura della Variante 29, si desume una richiesta di S.U.L. (superficie utile lorda), rispettivamente di circa:

– 95.000 mq di residenziale;

-75.000 mq di commerciale;

-62.000 mq di direzionale;

-42.000 mq di turistico ricettivo;

-25.000 mq di produttivo;

per un totale di circa 300.000 mq.

Complessivamente, sono state accolte l’80% delle richieste degli investitori privati.

Si ha l’impressione che gli interventi proposti, con le relative approvazioni, non rispondano ai reali bisogni della città.

Le domande che ne conseguono sono:

  1. A) con oltre 10.000 appartamenti sfitti, c’è bisogno di altri mq di residenziale?
  2. B) Con tutti gli spazi destinati al direzionale, attualmente sfitti, è necessario costruirne altri?
  3. C) Perché ancora spazi per il commerciale?
  4. D) Da quali analisi si evince il bisogno di così tanti nuovi alberghi?
  5. E) Perché non si è considerato di realizzare i Magazzini della Cultura all’Arsenale, anziché al Pestrino; e il Parco della Cultura Urbana, un parco sportivo, alla Spianà, anziché di fronte alle mura magistrali?
  6. F) Cosa ne è stato della promessa elettorale del sindaco Sboarina, di realizzare un parco allo Scalo Merci della Ferrovia, utilizzando a tale scopo il 100% dell’area?

A tutte queste domande non si sono mai avute risposte adeguate.

Giorgio Massignan coordinatore Veronapolis
Veronapolis

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