NO ALLA GUERRA

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L’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele sta provocando, oltre che morte e distruzione, lo sconvolgimento dei mercati a danno dell’Europa, compresa I’ Italia, che sta avendo dei danni economici per l’aumento del prezzo del petrolio, dei beni alimentari e delle materie prime, ma soprattutto per l’incertezza del futuro. Pur riconoscendo il sistema oppressivo e tirannico dell’Iran, non è certo con i bombardamenti che si risolvono le dispute.

Godono tuttavia i benefici di questa aggressione, oltre che il governo israeliano dimenticato per i crimini di Gaza, gli Stati Uniti e la Russia che vedono aumentare in modo scandaloso le loro entrate con la vendita di petrolio e di armi.

Nonostante ciò la nostra premier Meloni non vuole dire apertamente che questa situazione è colpa di Trump, trascinato da Israele, i quali contro ogni principio di diritto internazionale hanno bombardato l’Iran nel bel mezzo di trattative di pace.

Questa situazione si è sovrapposta al referendum del 22 marzo prossimo che per ammissione della stessa Meloni, al di la del merito tecnico della separazione delle carriere dei magistrati che alla gente comune interessa assai poco, oramai è diventato un referendum sul governo. La premier ha detto che gli italiani possono dare il loro giudizio sul bilancio complessivo dell’operato del governo alla fine della legislatura e che ora converrebbe loro votare un sì alla riforma sulla giustizia.

E’ utile ricordare alla presidente Meloni che al punto in cui siamo aspettare la fine della legislatura per esprimere un giudizio sul governo potrebbe essere troppo tardi. La guerra incontrollata e le sue conseguenze potrebbero mettere a rischio il funzionamento del nostro ordinamento democratico e le nostre stesse vite.

Pertanto, assieme a tutti quelli che hanno a cuore la convivenza pacifica tra le nazioni, voglio dire il mio:

  • NO ad una modifica della Costituzione che ci ha garantito 80 anni di pace
  • NO alla guerra come sistema di risoluzione delle controversie
  • NO ad un mondo dove prevalgono gli interessi di pochi a danno di molti
  • NO ai re e alla sudditanza dell’Europa e dell’Italia verso paesi che si credono padroni del mondo

Alberto Ballestriero

 

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