1980 e 1985 Giunta Sboarina

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Elezioni amministrative del 1980 – 1985

Sindaco: Gabriele Sboarina

Elezioni amministrative del 1980 e 1985
Nel 1980, il democristiano Gabriele Sboarina venne eletto per la prima volta sindaco di Verona e sostituì Renato Gozzi.
In quegli anni si registrò un calo demografico che assestò la popolazione di Verona sulle 260.000 unità. Tra le diverse cause, anche l’emigrazione di molte coppie giovani nei comuni esterni, che offrivano abitazioni a prezzi più bassi.
La vocazione economica della città fu consolidata nel settore terziario.
Durante le sue due amministrazioni (1980-1985; 1985-1990), Verona iniziò ad aprirsi all’Europa.
La giunta era formata da cinque partiti: D.C., P.S.I., P.S.D.I., P.L.I. e P.R.I.
Fu proprio di quel periodo il fenomeno delle radio libere e delle televisioni commerciali private.
Il Consorzio Z.A.I. acquisì l’area agricola della Marangona, limitrofa alla stessa Z.A.I. e della Bassona sulla strada per il lago, per realizzare il Centro dell’Innovazione.
Durante la sua amministrazione, l’Università di Verona divenne autonoma rispetto quella di Padova.
Il sindaco Sboarina si adoperò per portare quattro partite dei mondiali di calcio ’90 a Verona e, per quell’occasione, furono realizzati diversi interventi per facilitare l’accesso alla zona stadio, per aumentare la capienza dello stesso e per metterlo a norma con le regole della FIFA.
Fu aggiunto un anello superiore, costruita la copertura delle tribune e realizzate alcune infrastrutture viabilistiche, per un costo complessivo di 190 miliardi.
Fece realizzare il Palasport e il grande edificio per la sala stampa. Con i contributi dei mondiali realizzò i due sottopassi in circonvallazione, le due bretelle stradali A4 e A10 di collegamento con il casello di Verona nord e il rifacimento della stazione ferroviaria.
Fu protagonista della scelta di Ca’ del Bue come sede per l’inceneritore e incaricò l’architetto Olivieri di progettare la grande stella cometa che, durante le feste natalizie, viene montata in piazza Bra. Durante i suoi mandati, l’Arsenale divenne di proprietà comunale e iniziarono una serie di lavori pubblici, tra i quali il restauro dell’ex Macello ai Filippini.
Si interessò soprattutto allo sviluppo urbanistico e viabilistico della città, favorendo il trasporto privato a motore. Fu il sindaco dello scudetto di calcio del Verona Hellas.
In quegli anni fu ristrutturata ed ampliata la Fiera con la costruzione dell’Agricenter.
La Banca Popolare finanziò il restauro della basilica di San Zeno con la sistemazione del chiostro, il restauro degli affreschi interni e il consolidamento dell’antico soffitto ligneo a carena di nave.
Furono riportati alla luce e recuperati parecchi reperti della Verona romana e medievale, in particolare nelle zone del Campidoglio, di piazza Erbe e di piazza Dante.
Iniziò il restauro degli affreschi esterni degli edifici del centro storico e, con il contributo della Cassa di Risparmio, del Duomo.
Furono interessate ad importanti interventi di restauro, finanziati anche con capitale privato, le chiese di San Nazaro, di San Fermo, di Santo Stefano e di Santa Anastasia.
Negli anni ’80, a palazzo Forti, si inaugurò la Galleria d’arte moderna.
Nel 1982, venne consacrata la chiesa di San Benedetto in Valdonega dell’architetto Rinaldo Olivieri.
Nel 1986, il Comune di Verona diventò il proprietario dell’Arsenale.
Nel 1986, fu aperta la chiesa in quartiere Catena, progettata dall’architetto Marco Zamarchi.
Nel 1987, si completò la chiesa Santa Maria Ausiliatrice a Ponte Crencano, degli architetti Montresor e Trevisani, impreziosita all’interno dalla Via Crucis del pittore veronese Domenico Zangrandi.
Alla fine degli anni ’80, lo scultore bolognese Luciano Minguzzi, terminò il portale della chiesa di San Fermo, che fu installato nel 1995.

Giorgio Massignan coordinatore Veronapolis
Veronapolis