LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DAL 1994 AL 2025

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Metropolitana di Napoli fermata di via Toledo

Da qualche giorno sono uscite le classifiche del “Sole 24 ore” sui presidenti regionali e sui sindaci più amati d’Italia. Il nostro Tommasi si è qualificato tra gli ultimi e, ovviamente, le forze di opposizione cittadine non hanno peso l’occasione per sfruttare questo dato e rafforzare le critiche all’amministrazione, confrontandola con i meriti di quelle precedenti di centro destra. La maggioranza ha tentato di contenere gli effetti negativi della classifica, sostenendo l’inattendibilità di certi sondaggi e i risultati negativi delle tre amministrazioni di centrodestra precedenti. Normali attacchi e difese tra la maggioranza e la minoranza politica cittadina.

Ma, è vero che le amministrazioni di centrodestra hanno amministrato bene e che invece le due di centrosinistra hanno sempre fallito?

Intendo iniziare dalla fine delle due amministrazioni della sindaca Sironi tra il 1994 e il 2002, le prime della cosiddetta “seconda repubblica”. Non riuscì a portare a termine il Piano Regolatore Generale, nonostante avesse ereditato il Progetto Preliminare di Piano dalla giunta precedente che avrebbe permesso, in poco tempo e con minimo sforzo, di concludere il P.R.G. Ma, nonostante questo, la giunta guidata dalla sindaca Michela Sironi, aveva sviluppato un’idea di città che, purtroppo, non è stata portata avanti dalle amministrazioni che seguirono. Aveva approvato e trovato i finanziamenti per un efficiente sistema di trasporto pubblico: la metrotramvia di superficie su rotaia; definito lo spostamento del museo di Scienze Naturali all’Arsenale, anticipando il MUSE di Trento; ipotizzato un importante campus universitario di primo livello alla Passalacqua, con il parco a disposizione della città e il trasferimento della Facoltà di Giurisprudenza a palazzo Pompei, liberato dal museo, per poter creare in Veronetta la “Città Universitaria”.

Seguì la giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Paolo Zanotto. La sua idea di realizzare un grande polo finanziario di fronte alla fiera non decollò e la lentezza nel procedere alla realizzazione della metrotramvia di superficie, permise il definitivo affossamento del progetto da parte dell’amministrazione di Tosi. Vennero trascurati i progetti della giunta precedente di spostare il museo all’Arsenale, di realizzare una cittadella universitaria e culturale a Veronetta con la creazione di un grande campus universitario alla Passalacqua. In quel periodo furono ceduti alla Fondazione Cariverona Castel San Pietro e l’area degli ex Magazzini Generali.

Il 28 maggio 2007, il leghista Flavio Tosi, vinse al primo turno contro il sindaco uscente Paolo Zanotto. Nel 2012 fu rieletto, sempre al primo turno. Durante le sue due amministrazioni cancellò il progetto di metrotramvia di superficie e spostò i finanziamenti statali sul vetusto e inadatto sistema del filobus. Furono venduti alla Fondazione Cariverona del presidente Paolo Biasi lo storico Palazzo del Capitanio e Palazzo Forti, con l’intero isolato; a dei privati Palazzo Gobetti di origine quattrocentesca in Corso Cavour e il centralissimo palazzetto accanto alla torre Pentagona. Non riuscì a iniziare i lavori per il suo progetto bandiera, il Traforo delle Torricelle, su cui aveva speso molte energie. Grazie ai suoi rapporti con la Fondazione Cariverona, permise la trasformazione dell’area degli ex Magazzini Generali da cittadella della cultura a zona commerciale e direzionale. Durante le sue due amministrazioni la Fondazione Arena di Verona rischiò di fallire e le aziende partecipate ebbero parecchie vicissitudini economiche e gestionali. Cancellò il progetto di un grande campus universitario alla Passalacqua, preferendo costruire, in deroga alla Variante al Centro storico, una serie di edifici residenziali e vari negozi, sul luogo dove sorgevano circa 200 alberi d’alto fusto. Bocciò il progetto di portare all’Arsenale il Museo di Scienze Naturali, di adibire il Palazzo Pompei a sede della facoltà di Giurisprudenza e il progetto del polo finanziario di fronte alla fiera, nell’area degli ex Magazzini Generali. Approvò le lottizzazioni all’ex BAM in via Mameli, all’ex area Cardi al Chievo, a Quinzano, a Montorio, a Santa Maria in Stelle e in altre zone paesaggisticamente fragili, oltre ai centri commerciali Esselunga in ZAI e alla Cercola, ai confini con il comune di San Martino Buon Albergo.

Alle elezioni amministrative del 25 giugno del 2017, al ballottaggio si registrò la vittoria di Federico Sboarina. All’inizio furono annullate alcune delle peggiori delibere della Giunta Tosi. Furono bloccate la lottizzazione all’ex Cardi, a Chievo, a San Rocchetto a Quinzano, de I Tigli a Montorio, l’intero progetto tosiano per l’Arsenale e quello del megastore Ikea alla Marangona. In seguito, furono ripresi alcuni metodi della precedente pianificazione. Il sindaco permise un uso eccessivo dello “Sblocca Italia” per facilitare vari progetti.

Le elezioni amministrative di giugno 2022, furono vinte dalla coalizione di centrosinistra guidata da Damiano Tommasi. Fu scelta come vicesindaca l’avvocata Barbara Bissoli, una tecnica non eletta, che ha assunto le deleghe più importanti e ispirato la linea politica dell’amministrazione. La nuova Giunta ha confermato il discusso progetto del filobus, voluto da Tosi e proseguito da Sboarina. Nonostante gli impegni a utilizzare un metodo di pianificazione partecipata, a contenere il consumo di suolo, a rigenerare il patrimonio edilizio dismesso e a favorire il trasporto pubblico di massa, la vicesindaca ha fatto e sta facendo delle scelte totalmente contrarie. Il tipo di pianificazione territoriale è stato criptato e agli incontri pubblici non sono stati invitati i soggetti e le associazioni considerate scomode; si sono consumati 1.500.000 mq di campagna per realizzare dei poli logistici alla Marangoga, ignorando gli ampi terreni liberi, circa 160.000 mq, poco lontani, al Quadrante Europa; non si sono mappati prima del PAT gli edifici e le aree industriali dismesse per fornire soluzioni alternative al consumo del suolo; l’intero sistema della mobilità si basa sul traforo e sul traforino della collina, sulla Mediana, sulla strada di Gronda e sui raccordi con la Transpolesana. Soprattutto, durante gli studi del PAT, sono stati approvati interventi edilizi che potrebbero aver modificato gli equilibri urbanistici analizzati durante la stesura del Piano.

Da questo breve panorama, si può dedurre che da poco meno di 25 anni, nessuna amministrazione è riuscita a definire quale idea di città vorrebbe realizzare e quale sarà la vocazione economica, sociale e culturale di Verona. Nessuna ha programmato, per fasi economiche e temporali, gli interventi necessari a migliorare la qualità urbana, a realizzare il modello di economia adeguato alle caratteristiche del territorio e a costruire una città policentrica in cui ogni quartiere abbia pari dignità. Sinora abbiamo ascoltato accuse e contro accuse, ma Verona è rimasta ferma. Gli unici interventi sono quelli ispirati dai gruppi di investitori privati alla ricerca dei loro legittimi interessi economici. La conclusione è una città arlecchino, composta da tante pezze disomogenee in difficile e complicata relazione tra loro.

Giorgio Massignan (presidente Verona Polis)

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