PERCHE’ SI PARLA TANTO DI VERONA CITTA’ METROPOLITANA?

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I nostri politici insistono sui vantaggi che godrebbe Verona se diventasse una “Città Metropolitana”.
Ma, una comparazione tra le Città Metropolitane e l’attuale sistema delle Provincie, non mi ha convinto che per la nostra città ci possa essere una reale e sostanziale differenza.

IN SINTESI

Le città Metropolitane

Sono riconosciute quali enti territoriali di area vasta. Gli organi della città metropolitana sono:

  • Il sindaco metropolitano, di diritto quello del comune capoluogo. Ha la rappresentanza dell’ente, convoca e presiede il Consiglio Metropolitano e la Conferenza Metropolitana. Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti ed esercita le funzioni attribuite dallo statuto. Ha potere di proposta per ciò che attiene al bilancio dell’ente.
  • Il Consiglio Metropolitano, composto dal sindaco metropolitano e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione residente. È l’organo di indirizzo e controllo. Approva regolamenti, piani, programmi e ogni altro atto ad esso sottoposto dal sindaco metropolitano. Ha potere di proposta sullo statuto e sulle sue modifiche e poteri decisori finali per l’approvazione del bilancio.
  • La Conferenza Metropolitana, composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e presiede, e dai sindaci dei comuni della città metropolitana. È competente per l’adozione dello statuto e ha potere consultivo per l’approvazione dei bilanci. Lo statuto può attribuirle altri poteri propositivi e consultivi.

Alle città metropolitane sono attribuite le funzioni fondamentali delle province:

  1. Piano strategico del territorio metropolitano di carattere triennale, che costituisce l’atto di indirizzo per i comuni e le unioni di comuni del territorio, anche in relazione a funzioni delegate o attribuite dalle regioni.
  2. La pianificazione territoriale generale, comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio dei comuni.
  3. La strutturazione e l’organizzazione dei sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici di interesse generale in ambito metropolitano. A tale riguardo, la città metropolitana può, d’intesa con i comuni interessati, predisporre documenti di gara, svolgere la funzione di stazione appaltante, monitorare i contratti di servizio ed organizzare concorsi e procedure selettive.
  4. La mobilità e la viabilità.
  5. La promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale.
  6. La promozione e il coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano.

Le Province

La legge Delrio da definito la disciplina e le mansioni delle Provincie, quali enti di area vasta. Gli organi della Provincia sono:

  • Il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. Rimane in carica quattro anni, ha la rappresentanza dell’ente, convoca e presiede il Consiglio Provinciale e l’Assemblea dei Sindaci. Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici ed esercita le funzioni attribuite dallo statuto.
  • Il Consiglio Provinciale, composto dal Presidente della Provincia e da un numero di membri tra i sindaci e i consiglieri dei comuni della Provincia, variabile in base alla popolazione residente.
    È l’organo di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e ogni altro atto ad esso sottoposto dal Presidente della Provincia. Ha altresì potere di proposta dello statuto e poteri decisori finali per l’approvazione del bilancio.
  • L’Assemblea dei Sindaci, composta dai sindaci dei comuni appartenenti alla provincia.
    È competente per l’adozione dello statuto e ha potere consultivo per l’approvazione dei bilanci.
    Lo statuto può attribuirle altri poteri propositivi, consultivi e di controllo.

Le funzioni delle provincie riguardano:

  1. La pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché di tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza.
  2. La pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale. Le autorizzazioni e i controlli in materia di trasporto privato, nonché la costruzione e gestione delle strade provinciali.
  3. La programmazione provinciale della rete scolastica.
  4. La raccolta e l’elaborazione dati tecnico-amministrativa per gli enti locali.
  5. La gestione dell’edilizia scolastica.
  6. Il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale.

Da quanto si evince, tra le Città Metropolitane e le Provincie, non si notano grandi differenze.
Il sistema di elezione non diretto dei componenti gli organi amministrativi è lo stesso, così come le loro funzioni.
Il Consiglio Metropolitano ha le stesse prerogative del Consiglio Provinciale, così come la Conferenza Metropolitana le ha dell’Assemblea dei Sindaci.
La sola differenza risulta sul metodo di scelta di chi presiede e convoca i Consigli e le Assemblee.
Nelle Città Metropolitane lo è di diritto il sindaco del capoluogo provinciale; mentre nelle Province, il presidente deve essere eletto.
I sostenitori di Verona Città Metropolitana, affermano che l’ente di governo metropolitano non si limita a svolgere funzioni di prevalente coordinamento, ma si interessa dello sviluppo strategico del territorio metropolitano, con poteri più ampi in ambito urbanistico e molto vicini a quelli comunali.
Ma, anche le Provincie si interessano di pianificazione territoriale, coordinandosi con quella dei diversi ambiti comunali e intervenendo nella tutela e valorizzazione dell’ambiente.
La differenza, a mio modesto parere, è solo nei termini, non nella sostanza.

Giorgio Massignan (Veronapolis)

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