
Un immenso patrimonio immobiliare di proprietà dell’ATER di Verona risulta da circa 25 anni dimenticato e abbandonato. Si tratta di una grande struttura residenziale conosciuta come ”Corte Treves” costituita da un immenso palazzo che fu’ residenza di grandi agrari appartenenti nel passato a nobili famiglie, inserito in un contesto rurale nella frazione di San Pietro in Valle, nel comune di Gazzo Veronese.
L’edificio, comprendente inoltre altre pertinenze, venne rilevato da alcuni privati per 350.000 euro negli anni 2001, e questi lo cedettero all’ATER il giorno successivo per un milione di euro, ottenendo in tal modo un guadagno di 650.000 euro nel giro di 24 ore.
L’ATER, giustificò allora quell’operazione d’acquisto, con la possibilità di poter trasformare quell’immensa struttura come luogo residenziale per soggetti privi di alloggio e/o come centro di accoglienza per cittadini stranieri.
Dopo anni privi di alcuna iniziativa, nel marzo del 2016 l’allora Direttrice dell’ATER in carica, rilasciò una intervista con la quale affermava che, a suo parere, l’operazione dell’acquisto dell’edificio sarebbe avvenuta con modalità poco chiare e che l’ATER, in quella fase, cioè nel 2016, avrebbe avuto ”le mani legate”!
L’operazione, allora, venne segnalata alla Regione del Veneto, che sovrintende le iniziative delle ATER territoriali, ivi compreso la loro gestione, e sembra che l’operazione stessa sia venuta a conoscenza degli Organismi di controllo della Regione Veneto.
In ogni caso, visto la persistente crisi di alloggi pubblici e il permanere del mancato utilizzo di questa struttura da oramai oltre 25 anni, ritengo sia doveroso denunciare questa situazione, che reputo essere di una gravita enorme, affinché gli Enti preposti: Regione Veneto, ATER di Verona e Comune di Gazzo Veronese, assumano le opportune e necessarie iniziative.
Giuseppe Braga.
