
Dopo il consumo di suolo agricolo alla Marangona, un’altra zona rurale sta per essere trasformata e cementificata, consumando altra campagna, nonostante i programmi di questa giunta sostenessero la rigenerazione del patrimonio edilizio dismesso e il risparmio del verde rimasto.
L’area individuata si trova in località Bertacchina, a San Massimo, sulla Strada Gardesana.
Il progetto riguarda una grande piscina con un impianto che, grazie ad un meccanismo che crea onde artificiali, permette di praticare il surf, un ristorante, una serie di bungalow, vari servizi e un ampio parcheggio di 600 posti auto.
Essendo una zona agricola, l’intero intervento è stato giustificato come un impianto di pubblico interesse, che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale, trattandosi di una variante urbanistica.
Cosa ci sia di pubblico interesse in una piscina con ristorante e bungalow turistici non si capisce; certamente si tratta di un grimaldello per consumare altro suolo agricolo.
Da rilevare che un’assurda legge regionale considera gli impianti sportivi non conteggiabili come consumo di suolo. Ma il clima e il mancato assorbimento delle acque piovane, certamente non ne terranno conto.
È vero che il proponente è disposto ad acquistare, per circa due milioni di euro, alcuni terreni in Spianà, che sarebbero poi ceduti al Comune, per realizzare un parco verde-sportivo.
Ma, la Pubblica Amministrazione può gestire le destinazioni d’uso delle aree attraverso i piani urbanistici, senza la necessità di acquisirli. Serve la volontà politica.
Andrebbe valutato l’impatto ambientale di questo intervento, relativamente al consumo idrico ed energetico e alla mobilità, in previsione dell’aumento del traffico.
Mi chiedo perché, anziché deturpare altri ettari di campagna, non si è cercata un’area dismessa idonea a ricevere la grande piscina con l’onda surf e i relativi servizi turistici.
Per esempio, il poco lontano ex seminario vescovile avrebbe potuto rispondere adeguatamente, senza consumare suolo e rigenerando i volumi presenti inutilizzati.
Giorgio Massignan (presidente Verona Polis)
