
I PERCORSI CICLABILI: UN’OPPORTUNITA’ PER MIGLIORARE CON GLI ALBERI LA SALUTE E IL PAESAGGIO
Sull’Arena del 30 settembre u.s. è apparsa la notizia che a Verona sono in arrivo 25 nuovi chilometri di piste ciclabili. Un’ottima notizia!
Ma sarebbe auspicabile che venisse colta questa occasione non solamente per aggiungere qualche chilometro in più alla rete ciclabile, ma per sfruttare appieno le grandi potenzialità ambientali della cosiddetta viabilità dolce. I percorsi ciclo-pedonali, infatti, sono molto di più che semplici infrastrutture per mettere in comunicazione luoghi diversi: sono corridoi ecologici, strade turistiche, itinerari storici culturali, modellatori del paesaggio, sono accessi agli spazi aperti per i disabili, sono percorsi sicuri per bambini e anziani, sono occasione di attività fisica e salutare per le nostre comunità. Per espletare tutte queste potenzialità però i percorsi ciclabili devono essere pensati in maniera diversa dalle altre strutture viarie e la vegetazione vi può svolgere un ruolo strategico.
In sostanza nei percorsi ciclabili è necessario inserire alberi, i quali oltre che svolgere una funzione di miglioramento estetico del tracciato e di mitigazione dei raggi solari e delle polveri sottili, sono utili a creare dei corridoi biologici importantissimi in un verde urbano frammentato e scarso di connessioni ecologiche. I temi del verde e della mobilità dolce sono dunque strettamente correlati in quanto si viene a creare un’infrastruttura estremamente vantaggiosa: uno stesso spazio serve alla mobilità dolce, a sequestrare CO2, a migliorare la permeabilità dei suoli, a favorire la gestione del microclima urbano e le sue conseguenze in termini di consumi energetici e di salute per gli abitanti.
Emblematico a questo proposito diventa il nuovo percorso in progetto tra Ponte Catena e Ponte Garibaldi (Lungadige Cangrande, Campagnola, Matteotti). Sull’Adige, nelle diverse epoche storiche, è stata attestata la Cinta Magistrale di Verona. Il fiume è stato così assunto come baluardo naturale diventando parte integrante della linea difensiva. Pertanto la riva sinistra del fiume, dal Bastione di Spagna (Ponte Catena) al Bastione di S. Giorgio (Ponte Garibaldi), costituisce a tutti gli effetti il completamento naturale dell’anello fortificatorio oltre che un eccellente affaccio sul fiume. Tuttavia questo tratto urbano dell’Adige, fatta in parte eccezione per Lungadige Campagnola già alberato, non viene percepito nella sua potenzialità paesaggistica e di confine storico ma anzi negli anni è stato squalificato a mera arteria stradale automobilistica, dove lo spazio per il transito pedonale è minimo e quello ciclabile risulta non protetto e quindi assai pericoloso. Ebbene c’è la possibilità di restituire identità a questo tratto di fiume creando un vero percorso ciclo-pedonale alberato continuo cosi da chiudere l’anello della Cinta Magistrale che verrebbe così allungato di circa 2 km.
La presenza di vegetazione lungo i percorsi ciclo pedonali non a caso è espressamente prevista sia nel Preliminare del PAT con il potenziamento dei corridoi ecologici sia nel Regolamento per la tutela e l’incremento del verde pubblico e privato del Comune di Verona.
Alberto Ballestriero
Vice presidente VeronaPolis
