L’IMPORTANZA DI RENDERE PUBBLICHE LE PERIZIE SUI 62 TIGLI DI VIA PREARE

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Il Quartiere di Parona si è mobilitato per bloccare, senza successo, l’abbattimento di 62 tigli che costeggiavano via Preare, per permettere la costruzione di un percorso ciclabile finanziato con i fondi europei PNRR.

L’assessore con delega al verde, ha giustificato l’operazione con le condizioni critiche delle piante, giunte a fine vita e quindi pericolose.

La stessa Consulta del Verde, composta da agronomi, ambientalisti e da altre categorie esperte del settore, ha approvato l’eliminazione dei tigli perché ritenuti malati.

L’Amministrazione comunale ha espresso l’impegno di sostituire gli alberi tagliati, piantandone altri all’altro lato di via Preare.

Ma, il Comitato degli abitanti della zona ha manifestato il timore che la fretta di eliminare i tigli, nonostante il periodo di nidificazione, non sia dovuta alle loro condizioni e alla conseguente sicurezza, ma alle scadenze per confermare i finanziamenti del PNRR per la realizzazione del percorso ciclabile.

Va segnalato che in ottemperanza della normativa europea PAC e della tutela della biodiversità, in Italia, nel periodo tra il 15 marzo e il 15 agosto, è vietato potare o tagliare alberi, siepi e arbusti per proteggere la nidificazione dell’avifauna.

L’assessore competente ha dichiarato che dal monitoraggio con i droni sugli alberi da abbattere non sono stati rilevati nidi.

Il Comitato promotore della protesta ha replicato che non è stato possibile vedere le perizie fatte e che, per il momento, ci si deve basare solo sulle dichiarazioni degli organi amministrativi.

Ed è proprio il difficile rapporto tra i cittadini e gli amministratori il vero problema da affrontare.

Ci sono interventi che obbligano a scelte dolorose per raggiungere una maggiore qualità urbana ed altri che sono solo ispirati dalla speculazione.

Per i cittadini è difficile distinguerli e il loro giudizio si basa sul danno ambientale che provocano.

Ma, un’Amministrazione che ha fatto della partecipazione il suo cavallo di battaglia, avrebbe dovuto informare e discutere con gli abitanti prima di prendere certe decisioni difficili e valutare assieme a loro gli eventuali benefici e le possibili alternative.

Non si è fatto nulla di tutto questo ed ora si rinnovano gli scontri tra l’Amministrazione comunale e i Comitati di cittadini, confermando il fallimento della politica democratica e partecipativa.

Non sostengo che si debba seguire pedissequamente quello che chiede il popolo, ma affermo sia doveroso che le decisioni e le scelte siano chiare, trasparenti e prese dopo un oggettivo confronto con gli abitanti della zona.

Solo cambiando il meccanismo della pianificazione, da concertata a partecipata con i cittadini, (alcune città italiane e molte europee lo hanno fatto), si può sperare che le cose cambino.

All’inizio di questa amministrazione avevo contattato le forze di maggioranza e alcune di minoranza per fare inserire nello statuto e nel regolamento edilizio l’obbligo della vera pianificazione partecipata.

Avrebbe obbligato l’amministrazione attuale e quelle future ad adeguarsi.

Ma non si è concluso nulla.

Giorgio Massignan (Verona Polis)

One comment

  1. Tutti siamo costernati per l’abbattimento degli alberi, tuttavia l’aspetto più problematico di questa situazione è la mancanza di una visione globale della gestione del verde urbano. L’unico strumento che può regolare questa visione globale tra il verde, la viabilità, le costruzioni è il Piano del Verde che a Verona manca, nonostante sia previsto dalla Legge 10/2013 e dal vigente Regolamento Comunale sul Verde, mentre altre città, comprese quelle venete (Padova, Vicenza, Rovigo) lo hanno già redatto. La Consulta, a partire dalla sua istituzione nel 2024, ha inviato tre richieste all’Amministrazione, invitandola a dare avvio alla redazione del Piano del Verde . La Consulta ha anche invitato l’Assessora all’urbanistica a partecipare ad una riunione del Consulta sempre sul tema del Piano del Verde. A tutte le richieste l’Amministrazione non ha mai risposto.
    Pertanto venendo a mancare il confronto con l’Amministrazione sul tema della pianificazione del verde urbano, gran parte del ruolo della Consulta viene vanificato e ci si chiede se ha senso l’esistenza di questo organismo se non può dialogare con l’Amministrazione comunale su questi temi cardine del verde pubblico: Piano del Verde, Parchi urbani, Cintura verde.
    E’ da sottolineare che se il Comune avesse dato avvio come richiesto alla redazione del Piano del Verde è quasi certo che non sarebbe sorta questa disputa sugli alberi di Via Preare in quanto le grandi scelte urbanistiche in materia di verde pubblico, compresi i percorsi ciclo-pedonali che possono funzionare da corridoi biologici, sarebbero state programmate e discusse con la cittadinanza per tempo. A questo proposito sottolineo che a fronte di una legittima sollevazione popolare per la scomparsa dei tigli, quasi nessuna voce si è mai levata nel pretendere dall’Amministrazione il Piano del verde, nonostante diversi articoli e conferenze di Veronapolis che da diversi anni sollevano il problema.

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