
Tra pochi mesi avremo le elezioni amministrative e alcuni politici, sia della maggioranza che della minoranza, hanno iniziato la loro campagna elettorale.
Ovviamente gli esponenti della maggioranza difendono il loro operato, mentre quelli della minoranza lo contestano.
Un ruolo molto importante hanno e avranno i mass media nell’informare i cittadini sulle attività e sulle operazioni realizzate o in fase di realizzazione dalla giunta in carica.
Così come sarebbe opportuno ricordare alla cittadinanza il bilancio amministrativo di chi, ora all’opposizione, dopo aver ricoperto il ruolo di amministratore in altre giunte del passato, intende ricandidarsi.
Ma, soprattutto, i veronesi dovrebbero essere messi al corrente dei rapporti tra i poteri economici e politici e dei meccanismi che potrebbero determinare le future scelte di persone e di programmi.
Per questo, ogni cittadino ha il diritto-dovere di informarsi correttamente per non inseguire il pifferaio magico di turno.
Anche tali motivi, i mass media hanno una grande responsabilità. Detto questo, va ricordato che questa amministrazione ha cercato, dopo decenni, di dare una svolta radicale al sistema della mobilità, completando la costruzione delle linee del filobus, ampliando l’orario di chiusura al traffico automobilistico nelle ZTL, realizzando una rete complessa di percorsi ciclabili anche con la conseguenza di rendere più complicato l’utilizzo dell’automobile e il reperimento dei parcheggi nelle zone centrali.
Interventi che ad una parte della popolazione non sono piaciuti, sia per il timore di subire dei danni alla propria attività commerciale, sia per una sorta di ostracismo per qualunque cambiamento, sia per le reali difficoltà allo scorrimento del traffico in seguito ai vari cambiamenti operati.
Personalmente ritengo che lo sforzo per modificare la mobilità cittadina fosse necessario, anche se in alcuni casi andava risolto con un tempismo diverso e con un minor impatto.
Certe scelte si sarebbero dovute realizzarle dopo aver finito la costruzione delle linee del filobus, riorganizzato l’intero sistema del trasporto pubblico e definiti i vari parcheggi scambiatori. Ma i cinque anni di amministrazione non sono stati sufficienti a intervenire con le fasi temporali adeguate.
Inoltre, ritengo che prima di iniziare i lavori si sarebbe dovuto informare e preparare con molta attenzione la cittadinanza sui disagi che, ovviamente, un cambiamento radicale del sistema della mobilità avrebbe provocato.
Lo stesso avrebbe dovuto essere fatto per il taglio degli alberi che sono, giustamente, ritenuti patrimonio di tutti e il loro abbattimento è risultato come un’azione violenta, non adeguatamente discussa e partecipata.
Purtroppo, sono mancati un’informazione diretta di quanto si intendeva realizzare, un confronto aperto con i cittadini e una loro reale partecipazione.
Probabilmente, questo distacco dai veronesi è stata la maggior carenze di questa amministrazione.
Ma va ricordato che questa giunta ha realizzato opere molto importanti per Verona, i cui progetti, da anni, riposavano nei cassetti degli assessori del passato.
Per esempio, i lavori sul cavalcavia di Viale Piave, il sottopasso di Via Città di Nimes, la sistemazione di Via XX Settembre ed altro ancora.
Ha ben operato nel terzo settore e nel sociale.
Ma pochi lo sanno e l’opposizione, che fa il proprio lavoro, si è ben guardata dal citare, preferendo attaccare obiettivi più sensibili, quali la sicurezza, le buche sulle strade e sui marciapiedi, i rifiuti abbandonati nei vicoli e nelle piazze, gli alberi tagliati nonostante i pareri negativi della Consulta del Verde e le scelte discrezionali operate dall’assessorato all’urbanistica, quali l’uso delle deroghe e il cambio di destinazioni d’uso in favore di nuove costruzioni o attività.
Per obiettività va ricordato e comunicato ai cittadini anche quello che hanno fatto, o non fatto le amministrazioni gestite da coloro che ora sbraitano contro l’attuale Giunta.
Purtroppo, molti veronesi hanno la memoria corta.
Andrebbe rilevato che l’ex sindaco, Flavio Tosi, uno dei più acerrimi contestatori della giunta Tommasi e abilissimo frequentatore di mercati, sagre ed altro, nei dieci anni in cui ha amministrato la città, non si è distinto per aver realizzato operazioni e interventi positivi per Verona, anzi.
Ha svenduto i nostri gioielli quali l’isolato Forti, il Palazzo del Capitanio, il Palazzo Gobbetti e l’Interrato di Torre Pentagona.
Ha permesso la costruzione dei grandi volumi edilizi nell’area dell’ex BAM e la trasformazione in commerciale da culturale dell’ex stazione frigorifera ai Magazzini Generali; ha approvato le lottizzazioni al Chievo, a Quinzano, a Montorio e in altre zone paesaggisticamente fragili, senza contare i vari centri commerciali.
Ma non basta, ha cancellato il progetto di metrotramvia di superficie, optando per l’attuale e contestato filobus; anziché un grande campus universitario alla Passalacqua preferì costruire, in deroga alla Variante al Centro storico, una serie di edifici residenziali con ben 243 appartamenti e vari negozi sul luogo dove sorgevano circa 200 alberi d’alto fusto; ha bocciato il progetto di portare all’Arsenale il Museo di Scienze Naturali e di adibire il Palazzo Pompei a sede della facoltà di Giurisprudenza; ha cancellato il progetto del Polo finanziario di fronte alla Fiera, nell’area degli ex Magazzini Generali. Operazione che ha favorito la perdita delle nostre due principali banche cittadine: la Cassa di Risparmio e la Banca Mutua Popolare, assorbite da istituti bancari più grandi. Tutto questo ha provocato la retrocessione del ruolo finanziario di Verona in favore di altre città, tra le quali Milano.
Per tutto questo, prima delle elezioni è doveroso che i nostri concittadini conoscano a fondo i prossimi candidati con le loro caratteristiche, i loro programmi e il loro passato.
Giorgio Massignan (Pres. Verona Polis)
