Le difficoltà della nuova Amministrazione dopo 15 anni di disastri

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La nuova amministrazione si è trovata i danni di 15 anni di gestione della città affidata soprattutto alle “manifestazioni d’interesse” degli investitori privati.

Nei primi 10 anni è stato rovinato il progetto di Campus universitario alla Passalacqua, permettendo la costruzione di nuovi edifici, quindi sono stati bloccati i progetti di spostare la facoltà di Giurisprudenza a palazzo Forti e il museo di Scienze Naturali all’Arsenale.
È stato fermato il progetto, già approvato e finanziato, della tramvia e sono stati venduti i cosiddetti gioielli di famiglia: il Palazzo del Capitano, l’isolato Forti, Castel San Pietro, Palazzo Gobbetti e l’edificio accanto alla Torre Pentagona in Corso Porta Nuova.
Ma si è molto discusso di ruota panoramica, di copertura dell’Arena, di cimitero verticale e del mega traforo della collina.

I cinque anni seguenti hanno confermato il devastante progetto tosiano del filobus e approvato piani assurdi quali i Magazzini della Cultura al Pestrino e il Parco della cultura urbana di fronte ai bastioni di San Zeno.
Non si è mai voluto pianificare seriamente il territorio, ma intervenire caso per caso, attraverso trattative private.
Non sono stati realizzati i Parchi della Collina, delle Mura, della Spianà e dello Scalo della Ferrovia.
Non è stata neppure creata la cittadella della cultura negli ex Magazzini Generali in ZAI, come era nei programmi.
Inoltre, si è boicottata l’idea di un grande Museo di Castelvecchio, ampliato negli spazi del Circolo Militare Unificato.
A tutto questo, va aggiunta la situazione in cui si trova l’aeroporto Catullo, ceduto ai veneziani dopo varie gestioni fallimentari.

Dopo questi ultimi 15 anni, Verona è stata riempita di centri commerciali, alberghieri, direzionali e con circa 10.000 appartamenti sfitti.
È necessario che la nuova amministrazione della città cambi passo e programmi rispetto al passato. Il tempo scorre veloce e 5 anni se ne vanno in fretta.
Inoltre, fuori dal Palazzo ci sono persone, gruppi e associazioni che da decenni si occupano e studiano la città con passione e competenza, e soprattutto senza interessi personali.
Andrebbero consultati.

Giorgio Massignan
Veronapolis

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