ALCUNE PRECISAZIONI SUL BOOM DEGLI STUDENTATI

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Risulta reale il vincolo di 12 anni di destinazione ad uso studentato per gli edifici ristrutturati o costruiti ex novo, che hanno usufruito dei fondi europei del PNRR.
Diversa è la durata del vincolo per i costi d’affitto in convenzione per gli aventi diritto, che dura solo tre anni.
Trascorso quel periodo, vanno ricontattati tra le parti e, molto probabilmente, aumentati.
La differenza tra quando paga lo studente avente diritto e il costo del nuovo affitto pattuito, verrebbe pagata dall’ESU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario).
Uno dei problemi è il sistema di calcolo delle tariffe agli studenti non convenzionati, che porterebbe a prezzi non alla portata delle normali famiglie.
Finanziare gli investitori privati che, con i soldi pubblici, dopo tre anni, potrebbero offrire posti letto a prezzi di mercato, è discutibile. Sarebbe più opportuno sostenere l’ESU, un ente pubblico.
Attualmente, i costi per una stanza doppia sono di 450 euro e per una singola di 600.
Un altro problema sussiste nel fatto che i tanti posti letto in fase di realizzazione superino la domanda e quindi rimangano inutilizzati, con la prospettiva che siano trasformati in alloggi per turisti.
Va sottolineato che il sistema di finanziamento premia la quantità, non la qualità (20.000 euro per posto letto), per cui si stanno progettando dei formicai, come per esempio la ristrutturazione dell’ex Croce Rossa dove, da 250 posti letto del primo progetto, sono passati a 334 del secondo.
Se i posti saranno eccessivi, con il rischio di non occuparli tutti, la tipologia degli alloggi per studenti rende difficile la loro conversione in appartamenti per famiglie, dei quali ci sarebbe un reale bisogno, ma idonei per un utilizzo turistico.

Giorgio Massignan (presidente Verona Polis)

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