Approvata la strutturazione giuridica di Veronapolis in associazione

Condividi su:

Nel 2015, con altri amici, ho fondato l’Osservatorio Territoriale Verona Polis.
Un Osservatorio indipendente e autonomo sia dai partiti politici che dalle strutture economiche.
Il suo ruolo è quello di informare e di responsabilizzare i veronesi sulle attività delle Pubbliche Amministrazioni e, se è il caso, di fornire possibili opzioni alternative.

Soprattutto, dovrà togliere il velo che nasconde il sistema e i personaggi che utilizzano il potere per i propri interessi, a scapito del bene collettivo.

Per questo, Veronapolis ha organizzato un gruppo di persone competenti che, attraverso i propri mezzi di informazione, le testate, poche, che l’appoggiano e l’organizzazione di eventi a tema, possa diventare un vero e attivo organismo di controllo sulle attività delle varie amministrazioni e comunicarlo, senza filtri, alla cittadinanza.

Se Veronapolis riuscirà a centrare questo obiettivo, potrà essere determinante per facilitare la sostituzione degli attuali metodi di scelte discrezionali delle varie amministrazioni pubbliche, con una vera e attiva partecipazione dei cittadini.

Veronapolis non deve accontentarsi di trattare con i potenti di turno per ottenere qualche piccolo risultato, ma puntare alla realizzazione di una vera e propria controinformazione, per rendere i cittadini più responsabili e consapevoli.

Sinora, sia gli amministratori del passato che gli attuali, non hanno mai avuto alcuna intenzione di fare realmente partecipare la cittadinanza alle scelte d’uso del territorio.

Gli incontri e l’illusione di accogliere qualche nostra idea, servono solo alla demagogia di chi comanda.

Se non fosse così, avrebbero sin dall’inizio del mandato organizzato una consulta di cittadini, per renderla partecipe agli studi e alle relative decisioni da prendere.
Un esempio è la consulta del verde e il conseguente piano; sono rallentati e boicottati per non farli incidere.

Così come l’Amministrazione avrebbe dovuto rispondere ai nostri continui comunicati e alle oltre 1.000 firme contro il progetto del Pestrino.

È anche emblematico che gli amministratori mantengano un collegamento continuo con alcune organizzazioni cittadine, ma non con i rappresentanti degli ambientalisti e con noi.

La scelta di metterci in fila e, dopo che i potenti hanno deciso cosa fare, raccogliere qualche briciola, non è certamente il ruolo che dovrà assumere Veronapolis.

Coloro che detengono il potere tentano di illudere la gente che le cose stiano cambiando, mentre in realtà si stanno consolidando i vecchi sistemi.

Ancora una volta si ripete il metodo del cambiamento gattopardesco.

L’esempio di Confindustria che sostiene Verona Città Metropolitana, quale panacea a tutti i mali è un esempio.
Afferma che tutto cambierebbe in meglio, quando nella realtà tra le Città Metropolitane e le Provincie, non si notano grandi differenze.
Il sistema di elezione non diretto dei componenti gli organi amministrativi è lo stesso, così come le loro funzioni.

È fumo negli occhi per distogliere l’opinione pubblica dai veri problemi.

Su queste informazioni pilotate noi dovremmo, come stiamo facendo, intervenire.

Durante le campagne elettorali, in molti programmi urbanistici si distingue il tema della partecipazione attiva dei cittadini ma, finite le elezioni, i vincitori ben se ne guardano dall’ attuare una reale urbanistica partecipata, limitandosi a quanto impongono le leggi, che mantengono integra la discrezionalità di pochi nelle scelte d’uso del territorio.

Il dovere morale dei sindaci e delle amministrazioni pubbliche dovrebbe essere quello di mantenere quello che era stato sostenuto e promesso in campagna elettorale.
Questi sono alcuni degli argomenti che dovremmo analizzare e portare alla conoscenza della città.
Controlleremo se le scelte più importanti sono decise non solo dagli eletti e da coloro che hanno ricevuto le deleghe, ma anche da altri soggetti esterni.
Si ha l’impressione che, nonostante cambi il colore delle amministrazioni, sulle disposizioni che riguardano l’uso del territorio, coloro che realmente decidono siano esterni al palazzo e soprattutto trasversali alle forze politiche.
Ed è forse per questo, per la mancanza di una vera alternativa sulla gestione del territorio e sull’idea di città, se la gente sta abbandonando la politica e disinteressandosi alla gestione della cosa pubblica.
Il nostro sindaco Tommasi ha vinto con oltre 50.000 voti, che rappresentano il 53,4% su il 46,8% degli elettori. Circa le stesse percentuali di votanti delle elezioni precedenti.
Questo dato è preoccupante, significa che la distanza tra il Palazzo e i cittadini si sta allargando sempre di più.
Uno degli obiettivi di Verona Polis è che venga inserito nello Statuto comunale, l’obbligo dell’urbanistica partecipata.
Per questo si sta pensando ad una mozione popolare da presentare in Consiglio Comunale.
Se sarà approvata, ogni futura giunta, a prescindere dal colore politico, sarà obbligata a utilizzare un metodo di pianificazione trasparente, garantendo il controllo dei cittadini sulle scelte d’uso del territorio.
Un secondo obiettivò è relativo al blocco del consumo di suolo, che comprende il recupero delle aree e degli edifici dismessi, il mantenimento ad uso agricolo della Marangona e la non realizzazione del progetto del Pestrino.

Giorgio Massignan

(Coordinatore di Veronapolis Osservatorio Territoriale)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *