CONVEGNO DI VERONAPOLIS 04/05/24

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Sabato mattina, presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, si è svolto il convegno indetto da Veronapolis su: “QUALE FUTURO PER VERONA”, con relazioni di Giorgio Massignan, Alberto Ballestriero e Guido Zanderigo, di Veronapolis e con i contributi di Enrico Marcolini del Comitato di Verona sud e di Stefano Dindo di Alleanza civica per un Grande Castelvecchio.
Ha moderato Federica Panizzo. Tra il pubblico, molto numeroso, era presente il presidente della commissione cultura dell’amministrazione comunale, Alberto Battaggia e vari rappresentanti di associazioni ambientaliste e culturali della città. È seguito un breve dibattito.
Nell’introduzione della moderatrice e nella prima relazione, si è sottolineato che Veronapolis è un’organizzazione indipendente e autonoma sia dai partiti politici che dalle strutture economiche, con l’obiettivo di controllare, valutare, contestare o approvare oggettivamente le scelte urbanistiche delle varie giunte comunali, oltre a proporre soluzioni ecocompatibili.
Si è sottolineata la necessità di favorire la vera partecipazione attiva dei cittadini alla pianificazione della propria città; di bloccare il consumo di suolo; di frenare la desertificazione del centro storico favorendone lo sviluppo residenziale; di pianificare una città policentrica, dove il centro storico e i quartieri periferici siano delle vere porzioni di città, con residenze, servizi, verde, negozi e uffici nelle giuste proporzioni; di pianificare un sistema del verde organico alla pianificazione urbanistica che preveda un anello verde attorno alla città, a cavallo dei Forti asburgici distaccati e la realizzazione integrale dei parchi dello Scalo Merci della Ferrovia, della Spianà, delle Mura e della Collina; e di definire un sistema della mobilità che contenga un efficiente sistema di trasporto pubblico, lo sviluppo della cosiddetta mobilità dolce (bicicletta), un piano parcheggi e la pedonalizzazione del Centro Storico con l’introduzione delle ZTL nelle aree contermini.

Altri temi trattati: la grande zona agricola della Marangona che, nonostante le tante aree industriali dismesse e i vari poli logistici realizzati o in fase di realizzazione a Verona e nei comuni contermini, sembra stia per essere cementificata; il Centro Storico che si sta trasformando in un luogo destinato ai servizi alberghieri e al consumo turistico, con il conseguente decentramento delle residenze all’esterno, nelle cosiddette periferie, con il rischio di ridurle a dormitori; il ruolo che ha avuto e ha la Fondazione Cariverona che, per statuto, dovrebbe promuovere il benessere della comunità di riferimento ma che, in alcuni casi, come la ristrutturazione dei Magazzini Generali in ZAI e la proposta del Piano Folin in centro storico, ha operato con lo scopo di produrre reddito, penalizzando la collettività.
Infine, si è illustrato l’esposto alla Magistratura relativo ai lavori in essere a Punta San Vigilio, chiarendo che non si intende parteggiare per nessuna delle due parti in causa, ma solo verificare che, in un luogo tanto fragile e prezioso, tutto stia avvenendo secondo le regole. In ogni caso, risulta innegabile che il promontorio di Punta San Vigilio, unico per la sua storia e per i vari componenti naturalistici e monumentali, sarà trasformato in un contesto destinato allo sfruttamento turistico e non sarà più lo stesso. È questa, purtroppo, la sorte toccata e che toccherà a molti preziosi contesti ambientali, preda degli appetiti immobiliari e dell’industria del turismo.

Giorgio Massignan (Veronapolis)

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