Il PAQE della Marangona. presunti errori procedurali

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Al di fuori e al di sopra della pianificazione comunale, s’inserisce quella regionale che permetterebbe di costruire, attraverso il P.A.Q.E. (Piano d’Area Quadrante Europa), in aree ancora verdi e preziose.
A tale riguardo sarebbe necessario che gli esponenti della nostra Amministrazione Pubblica si adoperassero con la Regione per modificare le scelte urbanistiche di quel piano e non iniziassero le procedure per intervenire in ambiti quali il Nassar di Parona e la Marangona, un’area agricola di circa 1.500.000 mq a Verona sud, zona dove abbondano le aree industriali dismesse.
Non è per nulla chiara la fretta di intervenire in quelle zone fragili, mentre si sta elaborando il nuovo P.A.T. (Piano di assetto del Territorio) del territorio comunale.
L’obiettivo di costruire alla Maragona non è recente. Il 23 settembre 2020 si è tenuta la conferenza dei servizi che ha raccolto il consenso unanime sull’Accordo di programma da parte del Comune, del Consorzio ZAI e della Provincia per cementificare l’area della Marangona ritenuta, secondo l’art. 40 delle NTO del vigente PTRC, strategica e di rilevante interesse pubblico.
Alla conferenza ha presenziato anche la Regione Veneto, che ha chiesto di riportare negli strumenti urbanistici del Comune le esatte definizioni del P.A.Q.E. (Piano d’Area Quadrante Europa).
Il 17 maggio 2024, è stato ridefinito l’Accordo di programma tra il Consorzio ZAI, il Comune e la Provincia di Verona per l’attuazione delle previsioni del P.A.Q.E.
Erano, inspiegabilmente, assenti i rappresentanti della Regione.
Nel P.AQ.E. è previsto che alla Marangona vengano insediate delle destinazioni di innovazione e ricerca, con una serie di attività collegate.
L’Accordo di programma, contiene la variante urbanistica al Piano degli Interventi (PI) e sono
riportate alcune prescrizioni che individuano cinque Ambiti Unitari di Intervento (AIU) di cui quattro assoggettati ai Piani Urbanistici Attuativi (PUA).
Il primo ambito è quello di Corte Alberti, su circa 170.000 mq.
Per questo, non si comprende il significato di aver inserito una scheda norma che interessa l’intera area di oltre 150 ha, quanto l’accordo in oggetto è circoscritto alla sola AIU 1, Corte Alberti, di circa 170.000 mq; inoltre, non sono state indicate le motivazioni che hanno portato alla scelta di intervenire con la procedura semplificata del Permesso di Costruire convenzionato di cui all’art. 28 bis del DPR 380/2001, anziché con un P.U.A. di iniziativa pubblica, secondo quanto prescritto dall’art.14 del Piano d’area.
Il Comune, attraverso il Consorzio Zai può attuare quanto previsto per ogni singolo comparto, anche procedendo per ambiti unitari di intervento e in assenza della variante di adeguamento al P.A.Q.E., ma mediante l’approvazione di un piano urbanistico attuativo (P.U.A.)
Infatti, nel caso di zone assolutamente inedificate, come risulta essere la Marangona, l’art. 28 bis del d.P.R. 380/2001, non obbliga l’adeguamento dello strumento urbanistico generale al P.A.Q.E., ma per concedere il permesso a costruire è necessaria l’approvazione del P.U.A. e non le modalità semplificate dei PdC (Permessi di Costruire) convenzionati per accelerare le procedure, come si sta facendo per gli interventi alla Marangona, metodo che non sembra osservare correttamente la norma all’art. 28 bis del d.P.R. 380/2001.
Quindi, si chiede di intervenire in Regione per modificare il P.A.Q.E., di interrompere la procedura basata sul Permesso di Costruire convenzionato, per attivare il metodo corretto del P.U.A. e, nell’ eventualità di un non necessario intervento edilizio che provocherà un ulteriore consumo di suolo, di limitare la pianificazione, come da Accordo di programma, al solo C1 di Corte Alberti.

Giorgio Massignan (Veronapolis)

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