Necessità di rivedere il PAQE regionale

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Al di fuori e al di sopra della pianificazione comunale, s’inserisce quella regionale che permetterebbe di costruire, attraverso il P.A.Q.E. (Piano d’Area Quadrante Europa), in aree ancora verdi e preziose.
A tale riguardo sarebbe necessario che gli esponenti della nostra Amministrazione Pubblica andassero in Regione per modificare le scelte urbanistiche di quel piano.
Scelte che riguardano anche il Nassar di Parona e la Marangona, un’area agricola di circa 1.500.000 mq a Verona sud, una zona che, rispetto alle norme urbanistiche, ha 800.000 mq di verde in meno, rispetto ai 2.000.000 del mq dell’intero comune.

Il P.A.Q.E. la destina a polo per l’attività produttiva e logistica distributiva e l’amministrazione comunale, in conformità a quanto previsto dalla scheda norma e dal PAQE, ha definito cinque ambiti di intervento e il primo ad essere realizzato sarà quello di Corte Alberti, un’area di circa 170 mila metri quadrati.
È doveroso chiedersi se ci sia veramente necessità di consumare altro suolo verde per la logistica e per realizzare altri edifici, quando a poca distanza ci sono ci sono parecchie aree industriali dismesse che potrebbero rispondere alle necessità di nuovi volumi per la destinazione logistica e per altre funzioni, evitando di consumare suolo; oltre ad una serie di poli logistici già in opera o previsti, dei quali a Verona:
1) un nuovo Parco Logistico posizionato lungo la SS434;
2) il previsto nuovo polo in zona Sacra Famiglia;
3) un nuovo e grande hub logistico nell’ex area Biasi.
Mentre in provincia risultano a Oppeano, a circa 17 km a sud di Verona; a Vigasio, dove si sta allargando un centro esistente; vicino all’ Aeroporto Catullo, dove si sta costruendo un nuovo polo che si aggiunge a quello esistente; e a Nogarole Rocca.

Inoltre, sempre nel P.A.Q.E. è rimasta la destinazione edificatoria della zona del Nassar a pochi metri dall’Adige.
La società Adige Jewels, proprietaria del terreno, ha presentato una nuova proposta edificatoria, con volumi più ridotti. Rammento che si tratta di un residuo delle vecchie aree edificabili del precedente P.R.G. del 1975, che prevedeva una città di oltre 400.000 abitanti.
Nessuna amministrazione del passato, ha potuto o ha voluto cancellare quella vecchia ed errata scelta di edificare in una zona ambientalmente pregiata, a pochi metri dall’Adige, confinante con la campagna, dove esiste ancora uno dei rari casi di rapporto senza soluzione di continuità tra il terreno coltivato e le rive del fiume. Attualmente, con la denominazione “Le Porte della Città al Nassar di Parona”, è inserita nel P.A.Q.E. Il solo modo per l’Amministrazione Comunale di evitare una lottizzazione, più o meno grande, in una zona di possibile esondazione, è quello di chiedere l’esclusione dalle previsioni del P.A.Q.E. di edificare in quell’area, che andrebbe tutelata per il rilevante interesse naturalistico e paesaggistico, oltre che per il rischio di dissesto idrogeologico.
Se la Pubblica Amministrazione non interverrà in questo modo, 28 palazzine da 11 metri potrebbero sorgere fino al limite dell’area delimitata dalla sponda del fiume.

I risultati delle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo hanno premiato anche il partito AVS, di ispirazione anche ambientalista, che conta un assessore ed una consigliera nella nostra amministrazione. Voglio sperare che finalmente il P.A.Q.E. possa essere rivisto.

Giorgio Massignan (Veronapolis)

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