Rischio di edificazione di fronte all’Adige al Nassar di Parona

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Non c’è pace per i terreni del Nassar a pochi metri dall’Adige.
L’assessora alla Pianificazione Territoriale, Ilaria Segala, durante la passata amministrazione, aveva reso noto che Adige Jewels aveva presentato una nuova proposta di intervento al Nassar, con volumi più ridotti, chiedendo che fosse inserita nella Variante 29, prorogando la scadenza del PUA (Piano Urbanistico Attuativo).
L’assessora respinse l’offerta e non prorogò il Piano Attuativo presentato dalla società Adige Jewels, che ricorse al TAR del Veneto.
Il Comune di Verona fu condannato a restituire alla società ricorrente gli oneri di urbanizzazione versati, che ammontavano a circa 793.000 euro più gli interessi.
Gli oneri furono restituiti, ma la società Adige Jewels fece un nuovo ricorso contro la bocciatura della proroga, e lo vinse.
Ora, la domanda da porsi è: cosa farà la nuova amministrazione Tommasi? Si opporrà alla cementificazione di una zona ambientalmente pregiata, a pochi metri dall’Adige, confinante con la campagna, dove esiste ancora uno dei rari casi di rapporto senza soluzione di continuità tra il terreno coltivato e le rive del fiume? Da tenere ben presente che si tratta di un’area di possibile esondazione.
La prima risposta dell’amministrazione non prevede nulla di buono, infatti, è stata convocata per la sera di giovedì prossimo la commissione urbanistica della seconda circoscrizione per trattare la scheda del Nassar a Parona.
Se la posizione della Giunta comunale fosse favorevole alla lottizzazione e se questa non venisse bloccata dagli organi tutela del paesaggio, o dagli enti di controllo idrogeologico, quella zona verrebbe cementificata, con tutte le relative conseguenze, paesaggistiche e idrogeologiche.
Rammento che si tratta di un residuo delle vecchie aree edificabili del precedente P.R.G. del 1975, che prevedeva una città di oltre 400.000 abitanti.
Nessuna amministrazione del passato, tranne una prima stesura del Progetto Preliminare di Piano del 1993 approvato solo dalla Giunta, ha potuto o ha voluto cancellare quella vecchia ed errata scelta di edificare in riva al fiume.
Attualmente, con la denominazione “Le Porte della Città al Nassar di Parona”, è inserita nel P.A.Q.E. (Piano d’Area Quadrante Europa) regionale.
Il solo modo per l’Amministrazione Comunale di bloccare definitivamente quella lottizzazione, è di chiedere l’esclusione dalle previsioni del P.A.Q.E. di edificare in quell’area, che andrebbe tutelata per il rilevante interesse naturalistico e paesaggistico, oltre che per il rischio di dissesto idrogeologico.
Ricordo che oltre mezzo secolo di cementificazione del territorio, di disboscamento, di canalizzazione di corsi d’acqua, di abusivismo edilizio, di mancata pianificazione territoriale e di ingerenze politico/economiche sulle destinazioni d’uso urbanistiche, hanno reso la nostra nazione e il nostro territorio veronese ad alto rischio per i disastri ambientali.

Giorgio Massignan (VeronaPolis)

Nella foto: manifestazione davanti all’ingresso dipendenti di Palazzo Barbieri del 03/07/2024.

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