La chiusura alle automobili nella Z.T.L. (zona a traffico limitato)

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Quale coordinatore dell’Osservatorio Territoriale Verona Polis, esprimo il mio apprezzamento per la scelta di eliminare le finestre di libero accesso nella zona di traffico limitato del centro storico e per la determinazione dei nostri amministratori nel portare a termine un piano che, da sempre, è stato contrastato da coloro che ritengono l’apertura degli spazi storici della città alle automobili, il dispositivo indispensabile per la fortuna delle loro imprese commerciali.
La storia di Verona testimonia come le chiusure di alcune vie siano state duramente contrastate dai commercianti che, solo qualche tempo dopo, dichiaravano la loro approvazione.
Eppure, la convinzione che regolamentare e limitare il traffico privato nelle zone centrali e storiche della nostra città possa danneggiare il loro volume d’affari è ancora molto forte.
Che sia un’opinione sbagliata lo dimostra il fatto che le vie che attraggono maggiormente i potenziali clienti sono proprio quelle pedonalizzate: via Mazzini, via Cappello, Corso Portoni Borsari, via Roma ed in parte via Stella.
Nel secondo dopoguerra, l’assessore comunale che pedonalizzò via Cappello subì critiche durissime e minacce pesanti da alcuni commercianti della zona che, in seguito, quando capirono quanto ci avevano guadagnato, si ricredettero. E così è stato per ogni proposta innovativa sulla mobilità.
Non va dimenticato che Verona è una città di struttura romana, segnata dagli interventi del periodo medievale, impreziosita durante la Serenissima e caratterizzata dalle opere militari degli Asburgo. Una città con radici antiche, non certo adatta ad ospitare il passaggio e la sosta dei mezzi a motore contemporanei.
Ricordo anche che, con la seconda Carta di Gubbio, presentata nel 1990, si iniziò ad impostare il problema del Centro Storico all’interno dell’intero disegno urbano del territorio e della sua identità storico culturale nel suo complesso. In quel documento si chiariva, anche, come le antiche strade, piazze e sagrati avrebbero dovuto essere bonificati dall’impattante presenza delle automobili.
Sono convinto che un centro storico interamente pedonalizzato, con parcheggi per i residenti nelle zone limitrofe e scambiatori all’esterno, con un efficiente servizio di trasporto pubblico e di mobilità dolce, sarà più appetibile e vivibile. Molte città europee e alcune italiane, lo stanno dimostrando.
Ma, se questo giusto provvedimento non sarà accompagnato da altri che facilitino e permettano alle categorie in grado di muoversi solo in automobile o accompagnati e a coloro che li assistono, l’accesso alle zone storiche, il centro rischierà di essere frequentato soprattutto dagli utenti degli hotel che, molto probabilmente, avranno dei permessi temporanei per i loro clienti.
Sarà quindi indispensabile collegare il centro storico pedonalizzato con un trasporto pubblico comodo, efficiente, con frequenze e portate idonee a servire adeguatamente sia il centro che le zone limitrofe, per evitare che i borghi esterni siano penalizzati dalla ZTL del centro storico.
Risulta quindi indispensabile un piano complessivo, che preveda le ZTL, i vari parcheggi, i percorsi ciclabili, ma soprattutto un sistema di trasporto pubblico in grado di sostituire efficientemente una buona parte di quello privato a motore.
Domanda finale: l’attuale sistema del filobus, voluto dall’ex sindaco Flavio Tosi e dall’ex assessore Enrico Corsi, sarà in grado di rispondere in modo adeguato a queste esigenze? Personalmente nutro molti dubbi.

Giorgio Massignan (Verona Polis)

Foto: [PS]

3 comments

  1. Giusto limitare l’accesso al centro storico per salvaguardare anche la vivibilità di chi vi risiede. La domanda che sorge spontanea però è: tutti i cittadini hanno pari dignità o vi sono cittadini di serie A e cittadini di serie B?
    Dunque l’attuale amministrazione pone in atto azioni risolute che permetteranno solamente ai residenti e turisti soggiornanti nel centro storico di accedervi: tutti gli altri cittadini e turisti non dimoranti se ne staranno fuori.
    Viceversa in zona fiera/via Scopoli durante le manifestazioni fieristiche, a sua totale discrezione e con semplice ordinanza dirigenziale, il Comune di Verona tratta chi vive e lavora in tale zona come un “intruso” che dovrebbe togliere il disturbo nei giorni di fiera a favore dei mitici “autorizzati ente fiere”!
    Così infatti indicano posticci foglietti applicati su cartellonistica stradale temporanea fatti posizionare dall’ufficio mobilità e traffico.
    Anche se chi vive e lavora in tali vie paga il pass per parcheggiare (evitando il disco orario che scatta durante le manifestazioni minori) in occasione delle principali fiere dovrebbe prendersi ferie e sparire dalla circolazione: peccato che il Comune non fornisca alcun “bonus vacanze” e pretenda piuttosto l’integrale pagamento di IMU, TASI, TARI ecc. anche se la vivibilità, accessibilità e salubrità di abitanti ed esercenti attività limitrofe alla fiera, sono fortemente compromesse durante le ormai numerose manifestazioni fieristiche di rilievo.
    Due pesi e due misure? Tutto giusto, tutto bene fatto?
    Sì pensi che in questa folle rincorsa a tutelare presunti diritti della fiera a scapito dei normali cittadini si è persino giunti a multare un’anziana disabile che aveva correttamente parcheggiata l’auto nell’apposito stallo, con regolare pass disabili, in quanto era sì disabile, ma non “autorizzata ente fiere”: si può giungere ad un tale livello di istituzionale arroganza?
    Per la cronaca la sanzione è poi stata annullata ma -si badi bene- non in autotutela come in prima battuta chiesto direttamente al comando dei vigili (che risposero di aver applicato l’ordinanza comunale) ma a seguito di ricorso al giudice di pace!
    È risibile che a premessa e giustificazione di simili ordinanze emesse dai competenti uffici comunali vi siano appelli all” “ordine pubblico” e “eccezionalità” degli eventi! Le manifestazioni fieristiche sono programmate un anno prima e si ripetono tali e quali da innumerevoli anni: com’è che il Comune di Verona non è ancora stato capace di gestire le esigenze di Veronafiere senza calpestare i diritti dei cittadini di Verona Sud?
    Credo che chi di dovere -Sindaco in primis- dovrebbe fare una onesta ed approfondita riflessione! Una cosa è certa: così non va bene perché non si possono creare simili discriminazioni tra cittadini della stessa città.

    1. Condivido pienamente le rimostranze. Resta positiva la chiusura della Ztl ma permangono gravi problemi di vivibilità nelle periferie circostanti.

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