PER NON DIMENTICARE LE CASERME DI SANTA MARTA E PASSALACQUA

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Il sindaco, Flavio Tosi, durante i suoi due mandati, cestinò il vecchio progetto dell’architetto Ferlenga per un campus universitario alla Passalacqua e ripartì con una proposta totalmente diversa.
Affidò la gestione dell’intera operazione all’Agec (Azienda Gestione Edifici Comunali del Comune di Verona), un ente controllato dal Comune, che cedette alcune aree rese edificabili e varie costruzioni esistenti da demolire, alla cordata di imprese private vincitrice del bando di concorso per la realizzazione del nuovo progetto.
Infatti, il nuovo piano prevedeva l’abbattimento degli edifici militari preesistenti e la realizzazione di nuovi immobili ad uso residenziale e commerciale.
Risultano incomprensibili i motivi che hanno spinto la Soprintendenza ad annullare il vincolo per i fabbricati di oltre 50 anni e il Comune quello cimiteriale, oltre a giustificare la deroga per superare le norme della Variante 33 al Centro Storico.
Furono costruiti dalla cordata vincitrice, 32 appartamenti di edilizia residenziale convenzionata, 71 appartamenti di edilizia sovvenzionata e 140 appartamenti a libero mercato, oltre a negozi e uffici.
Operazione che ha annullato il piano della ex sindaca Sironi di realizzare un importante campus universitario con un grande parco. Il sindaco Tosi ha giustificato la sua scelta e la presenza degli investitori privati, con la carenza di fondi pubblici che avrebbero impedito al Comune di intervenire in tempi brevi e con il timore per il degrado in cui sarebbero potute finire quelle aree, diventando il covo degli sbandati.
Ma, a mio parere, non sono giustificabili sia l’abbandono del progetto di un importante campus universitario, sia la concessione, in deroga alla Variante 33 per il Centro Storico, per costruire in una zona verde e con importanti vincoli monumentali, una serie di edifici che hanno rovinano irreversibilmente la zona di Passalacqua a Veronetta.

Giorgio Massignan

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