Il filobus a Verona, Un modello moderno di vivibilità urbana

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Il filobus a Verona
Un modello moderno di vivibilità urbana

Vorrei riprendere le riflessioni della mia prima lettera, pubblicata domenica 23 luglio. Se come visto – per gli intrinseci limiti di portata – il filobus non rappresenta un sistema che potrà cambiare in modo radicale le nostre abitudini di spostamento, ciononostante esso costituisce una eccezionale opportunità per ripensare alla mobilità e, più in generale, al volto di Verona dei prossimi decenni. Molte città europee hanno infatti approfittato della realizzazione di un nuovo sistema di trasporto di superficie – che inevitabilmente impatta sul reticolo viario e che quindi ne impone una profonda revisione – per immaginare un diverso e più moderno modello di vivibilità urbana. Il filobus è dunque, anche per Verona, occasione per realizzare una vera e propria cerniera di ricucitura urbana in grado di restituire un ambiente a misura d’uomo rivitalizzando l’intero tessuto delle aree attraversate. Se ciò risulta fondamentale – anche in termini di fruizione turistica – per tutti i percorsi di attraversamento del centro, che potranno così divenire dei veri e propri corridoi di connessione tra monumenti, piazze e giardini, ancor più importante e imperdibile appare l’opportunità per ridare qualità alle periferie. È qui che la realizzazione dell’infrastruttura filoviara potrà trasformarsi in un volano per ridisegnare strade, cordoni di verde e piazze a misura d’uomo, offrendo spazi idonei ai luoghi dell’incontro e della socialità, spazi oggi costretti nei ritagli non occupati dall’automobile. In termini più specifici, la nuova infrastruttura di TPL può essere occasione per creare dei corridoi pedonali e ciclabili ai lati del percorso filoviario, nonché per ridisegnare le piazze e le zone di fermata trasformandole da rotatorie congestionate di traffico in aree restituite alla vita quotidiana. In particolare le principali fermate fuori dal centro storico possono diventare i terminali di percorsi pedonalizzati che si prolungano all’interno dei quartieri recuperando una mobilità lenta, il piacere di raggiungere in sicurezza le fermate con brevi passeggiate attraverso strade ripiantumate, percorsi nel verde, spazi di convivialità, luoghi dedicati ai servizi per il cittadino, bar all’aperto, edicole, attività commerciali di vicinato, restituendo così una propria centralità e attrattività anche ai quartieri periferici. L’attuale Amministrazione – che ha ereditato un progetto orfano di una riflessione su come inserire una simile infrastruttura nel tessuto urbano e della mobilità cittadina – si trova dunque oggi nell’eccezionale condizione di poter esprimere la propria visione per la Verona del futuro, una Verona a misura dei cittadini, al passo con i tempi e aperta all’accoglienza e all’ospitalità. Veronapolis confida pertanto che tale occasione possa essere colta nel modo più ampio e completo anche attraverso una pianificazione aperta agli stimoli della società civile.

Guido Zanderigo
Coordinatore Gruppo Mobilità
Veronapolis

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